03 Gennaio 2014 – Notti di Teatro “Maria Barbella” – Compagnia senza Teatro

Maria Barbella.002Maria Barbella
di Davide Di Prima - Adriano Nubile
Francesco Evangelista


Liberamente tratto dal libro:
La Signora di Sing Sing - No alla pena di Morte.
di Idanna Pucci

Regia:Davide Di Prima - Adriano Nubile
Selezione musicale e Audio: Davide Di Prima
Luci: Adriano Nubile
Disegno scenico: Leonardo Pecora
Consulenza tecnica: Michele Sechi
Consulenza artistica: Campo Teatrale Milano
Progetto Grafico: Antonio D’Aloia

Interpretato da: Francesco Evangelista
Voce fuori campo: Marianna Regina
Canti Popolari: Domenica Lisanti

Maria Barbella “dal braccio della morte alla vita” di Davide Di Prima, Francesco Evangelista, Adriano Nubile, ripercorre la vicenda,di Maria Barbella  ragazza Lucana, originaria di Ferrandina , prima donna ad essere condannata alla sedia elettrica negli Stati Uniti il 16 luglio del 1895, riconosciuta colpevole di omicidio, un omicidio passionale che scatenò polemiche e dibattiti sulla stampa d’Oltreoceano di quel tempo.

http://en.wikipedia.org/wiki/Maria_Barbella

Maria Barbella emigrata con la famiglia a New York il 24 ottobre 1892, arrivò a New York passando tutti i controlli che erano riservati agli Emigranti ad Ellis Island.

Da lì a poco, la ragazza, iniziò a lavorare come sarta in una fabbrica di mantelli la Louis Graner & C.

Una vita difficile e una passione non sempre corrisposta per Domenico Cataldo, sposato, padre di due bambini, anche lui originario della Basilicata, di Chiaromonte. Cataldo promette di sposarla, ma dopo qualche tempo il matrimonio sfuma. Un affronto, un’onta incancellabile, che la giovane Maria, sedotta, drogata e abbandonata, decide di lavare con il sangue. All’ennesimo diniego, colpisce il fidanzato con un rasoio in un bar di Italiani tagliandogli la gola.

Maria Barbella fu subito arrestata e rinchiusa nel carcere punitivo di Le Tombs affrontò il processo senza conoscere la lingua inglese, in un clima di intimidazione e paura.
Sarebbe stata la prima donna  a  sperimentare  la pena capitale, in attesa della condanna fu trasportata nel carcere maschile di Sing Sing.
Un caso umano e politico, una storia che appassionò le cronache dell’epoca, una sorta di moderno romanzo d’appendice, che trasformò involontariamente Maria Barbella da misconosciuta emigrante a star della carta stampata. La giovane non conosceva la lingua inglese, e tantomeno i suoi traduttori,  Il processo si trasformò in una sorta di teatro dell’assurdo, surreale e immaginifico, un dialogo tra sordi.
La giovane italiana, difesa da avvocati d’ufficio, fu condannata alla sedia elettrica. Quel dramma non passò inosservato alla contessa Cora Slocomb di Brazzà, una ricca ereditiera americana sposata con un nobile di origine friulana. Cora Slocomb nacque a New Orleans nel 1860, figlia unica di una facoltosa famiglia, ricevette un’educazione di prim’ordine, viaggiò molto in Europa, imparò il francese, il tedesco e l’italiano e frequentò l’Accademia di Belle Arti di Monaco.
E sarà proprio questa grande donna,  a guidare la protesta, nel luglio del 1895,  chiedendo la revisione del processo, mobilitò la stampa, le associazioni e gruppi di intellettuali, soprattutto l’opinione pubblica americana, dai quartieri più  poveri, quelli del Lower East Side, alla high society di New York e San Francisco, sostenuta anche da una rete di potenti amicizie, aiutata dal famoso poliziotto di origine italiana Joe Petrosino, Cora Slocomb ottenne la revisione del processo assicurando alla giovane Maria un valido collegio di difesa e avvocati importanti.  Cora Slocomb profuse energie e intelligenza coinvolgendo in quella che ben presto divenne, la prima campagna Americana contro la pena capitale , Cora e Detalmo non potevano conciliare la reputazione dell’America come patria della scienza e dell’abolizionismo con quelle spiccate tendenze barbariche. Per  Cora la pena di morte rappresentava un potente strumento di repressione dei gruppi di minoranza. In ogni epoca storica, l’opinione della classe dominante era che un assassino proveniva sempre da quel gruppo sociale che si stava conquistando un posto autonomo nella società.
Per vincere la Battaglia furono molto importanti la figura di donne come Mrs Foster, che aveva già difeso altre donne, fornendo loro assistenza medica, colmando un vuoto politico e istituzionale nei confronti degli emigrati.
La Signora Sage moglie del direttore di Sing Sing , “carcere dove vi rimase dalla condanna all’assoluzione” le insegnò a parlare e a capire l’Inglese , persino le suffragette movimento per il diritto di voto delle donne accettarono il coinvolgimento, in difesa della vita, contro la pena di morte. L’energica contessa’ di origine americana aiutata da abili avvocati riusci dunque a far riaprire il caso. Il 10 dicembre 1896, un anno dopo la condanna a morte, la giuria americana emise il verdetto di non colpevolezza.
Alla fine la battaglia, almeno per Maria Barbella, fu vinta. La povera, giovane donna della Basilicata, una dei 247.000 italiani che sbarcarono in America nel 1892, fu libera e salva.
La storia appassionò  non soltanto l’ opionione pubblica e la carta stampata, ma anche il teatro. Il drammaturgo di origine ebrea M. Ha -Levi Ish Hurwitz scrisse un dramma in quattro atti, liberamente ispirato alle vicende di Maria Barbella che ando’ in scena per oltre un anno negli Stati Uniti, dal 14 dicembre 1896 alla fine di gennaio 1897. A distanza di anni è la pronipote di Cora Slocomb che soccombe al fascino della giovane emigrata italiana, viaggia negli Stati Uniti, fa ricerche, incontra gente, legge documenti e testi autografi, fa interviste. Ne nasce un libro ‘La signora di Sing Sing. No alla pena di morte’ (edizioni Giunti) che ricostruisce la vicenda umana, politica e giudiziaria di Maria Barbella.
A Gennaio 2009 la Compagnia Senzateatro di Ferrandina inizia a scrivere un’adattamento per il teatro il 10 LUGLIO 2009 A Ferrandina si tiene un convegno con personalità di spicco Associazione CORE di Udine, Amnesty International e Commissione Regionale Lucani all’estero l’11 luglio va in scena, la compagnia fa 34 repliche dello spettacolo

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